Il giovane artigliere di Abetito di Montegallo che seppe conquistare l’animo di Papa Giovanni XXIII
Ripercorriamo insieme tutte le fasi iniziali, come descritte all’epoca dei fatti (1993), nel libro di Vincenzo di Vincenzo e Giuliano Ghighi
Origine della straordinaria notizia
Una eccezionale notizia è stata fatta pervenire da Mons. LORIS CAPOVILLA, già segretario particolare di PAPA GIOVANNI XXIII, al Parroco di Abetito che riguarda un soldato Montegallese assistito all’Ospedale di Bergamo dal cappellano Don ANGELO RONCALLI, il futuro Papa Giovanni.
Mons. LORIS FRANCESCO CAPOVILLA dovendo tenere un discorso per la inaugurazione di una lapide per il LXXV° Anniversario della fondazione della “Associazione tra le famiglie dei morti e dispersi in guerra”; fondata da Don ANGELO RONCALLI nel 1917, è andato a frugare nei numerosi diari di Papa Giovanni onde poter trovare qualche episodio verificatosi durante il suo servizio presso l’Ospedale Militare di Bergamo, da utilizzare come esempio. Si è imbattuto in una pagina meravigliosa di un colloquio tra il giovane artigliere e il suo cappellano di cui ne riportiamo il testo originale.
“Che caro giovane questo Orazi Domenico che qui, presso la camera mia, si sta dibattendo nella crisi violenta della broncopolmonite. E’ di Ascoli Piceno e conta 19 anni. Umile contadino ha l’anima pura come un angelo. Gli traluce dagli occhi intelligenti, dal sorriso ingenuo e buono. Stamane e stasera, sentendolo ragionarmi all’orecchio, mi inteneriva; “Per me, signor cappellano, morire ora è una ricchezza: io muoio volentieri, perché sento ancora, per grazia di Dio, di avere l’anima innocente. Se morissi più vecchio chi sa, chi sa, il sacco diverrebbe pesante. E poi morendo vecchio, il distacco è più doloroso. Lasciar moglie, figli, casa, costa molto. A me, ora, che costa morire?”. Un momento dopo mi ripeteva: “A me, signor cappellano, piacerebbe tanto di morire ora, così, vicino a lei, in modo che sino al mio ultimo respiro io rimanga tutto del Signore”.
E io, invece, Caro Menicuccio, voglio pregare tanto il Signore perchè ti lasci vivo per lunghl anni. Il mondo ha bisogno di queste anime elette e semplici che sono tutto un profumo di fede, di purezza, di santa e fresca poesia cristiana; ed anche noi sacerdoti ne abbiamo bisogno per sentirci edificati alla virtù, ed allo zelo” (8 marzo).
Un mese dopo, esatto, la nota di mestizia così si conchiude: “Il mio caro soldato Domenico Orazi è morto oggi improvvisamente al Ricovero Nuovo, dove I’avevamo trasportato per un’operazione chirurgica. Raptus est ne malitia mutaret intellectum eius aut neficio deciperet animam illius. Fu rapito perché la malizia non ne mutasse i sentimenti o l’inganno non ne traviasse l’animo” (Sap 4,11). Finché l’Italia ha di questi fìglioli che salgono al cielo, non può dubitare delle benedizioni di Dio” (Pasqua del Signore, 8 aprile).
Come la notizia è giunta a Montegallo
Mons. LORIS CAPOVILLA, già segretario di Papa Giovanni XXIII e custode dei suoi diari, ha comunicato la notizia a S.E. Mons. MARCELLO MORGANTE, Vescovo emerito di Ascoli Piceno, pregandolo di rintracciare notizie presso il Comune di origine. Il Comune di Montegallo, pregato da S.E. MORGANTE, ha appurato dagli archivi come il giovane ORAZI DOMENICO fosse oriundo di ABETITO. Sempre S.E. Morgante, comunica a S.E. Mons. Capovilla di mettersi in contatto con il parroco di Abetito Don VINCENZO DI VINCENZO. Non passano molti giorni che il parroco di Abetito riceve una lettera di S.E. Mons. Capovilla in data 30 settembre 1993. Don Vincenzo resta commosso da una notizia cosi bella ed esaltante, la diffonde immediatamente tra la sua gente anche attraverso la stampa locale. Tale notizia suscita entusiasmo non solo ad Abetito, ma nell’intera popolazione montegallese e ascolana.
ORAZI DOMENICO per il 6 luglio…
A RICORDO ED IN OMAGGIO DI “DOMENICO ORAZI”, IL GIOVANE ARTIGLIERE FIGLIO DELLA NOSTRA TERRA!
6 Luglio! Il 6 Luglio, quando si è già al 20 di Giugno, è vicinissimo! E quest’anno il calendario ha voluto renderci la vita… facile! Sarà domenica.
Vi invito tutti a recarvi per una visita al cimitero di Abetito, per rendere omaggio (basta una Preghiera) alla tomba di Domenico Orazi! È il giorno del suo compleanno. Era nato nel 1897, e non è potuto essere testimone della vita di gran parte del secolo scorso, come tanti suoi coetanei, perché la morte lo ha colto in età giovanile nel fior fiore degli anni stracolmi di progetti!
A quasi 20 anni, durante la Prima Guerra Mondiale, in un letto d’ospedale!!
Vi era stato trasferito dall’ospedale militare di Bergamo, visto il peggiorare della sua Broncopolmonite.
Veniva dalla struttura militare dove aveva incontrato il giovane Cappellano don Roncalli, il futuro Papa Giovanni XXIII° !!
Don Angelo Roncalli, annotava nel suo diario tutte le forti Emozioni che le lunghe e indaffarate giornate gli offrivano, a contatto come era con persone e soprattutto ragazzi sofferenti a causa della guerra disastrosa di quegli anni.
Lo scorrere dei decenni, dopo la morte del caro Domenico Orazi, ci ha regalato anche momenti lieti in mezzo a tante altre immense tragedie come la Seconda Grande Guerra!
Parliamo di un dono del Signore, parliamo del don Roncalli che nel 1958 divenne Papa Giovanni XXIII° !
Dei 5 anni di pontificato e dei documenti di tutta la vita di Angelo Roncalli, ne fu geloso custode il segretario Mons.Loris Capovilla, il vero artefice dell’incontro di Abetito e Montegallo, con Domenico Orazi, figlio illustre della nostra Terra!